Biossido di titanio bocciato dall’EFSA: “non può essere considerato sicuro come additivo alimentare”



La storia

Già da tempo in Europa la pericolosità del biossido di titanio è oggetto di dibattito; a partire dal 1° gennaio 2020 il governo francese ne aveva bandito l’utilizzo in attesa di conferme scientifiche sulla pericolosità del suo impiego, conferme che sembrerebbero essere arrivate dall’Autorità europea. L’EFSA infatti, revisionando il parere espresso nel 2016, si è ora pronunciata dichiarando che il biossido di titanio non può più essere considerato sicuro, in considerazione dei timori di genotossicità connessi all’ingestione di particelle e cioè alla capacità di tale sostanza di danneggiare il DNA e provocare potenzialmente l’insorgenza di tumori.


La battaglia di Adiconsum

Le associazioni di consumatori hanno, nel corso degli anni, attivamente partecipato al dibattito sul biossido di titanio, incoraggiando e incentivando in molte occasioni interventi delle istituzioni e della autorità competenti, affinché si accertasse definitivamente la pericolosità dell’additivo e se ne vietasse l’utilizzo negli alimenti. In tal senso rilevanti sono gli interventi di Safe Food Advocacy Europe (SAFE), promotrice di una una vera e propria petizione in tal senso e del BEUC, organizzazione europea di consumatori che, a seguito del recente parere dell’EFSA ha invitato la Commissione UE ad attivarsi affinché in tutti gli Stati membri si vieti l’utilizzo del biossido di titanio. In passato le due organizzazioni, cui Adiconsum aderisce, avevano presentato congiuntamente la formale richiesta alla Commissione Europea di eliminare il biossido di titanio dalla lista degli additivi alimentari autorizzati.

Adiconsum, da sempre impegnata attivamente per garantire un’efficace tutela dei consumatori e una informazione trasparente anche nel settore alimentare, accoglie con favore i recenti sviluppi del dibattito sul biossido di titanio; già in passato, attraverso la propria sede territoriale del Veneto, aveva denunciato alcune criticità sull’utilizzo di tale sostanza nelle mascherine chirurgiche comunemente utilizzate come protezione contro il COVID-19.

Il biossido di titanio, oltre ad essere utilizzato come colorante alimentare, è infatti presente in vari generi di prodotti, come creme solari, dentifrici e cosmetici vari; la sua possibile dannosità è per ora paventata nell’utilizzo alimentare, ma non si escludono eventuali implicazioni anche in altri ambiti di impiego.