Un incubo da 30.000 euro risolto da Adiconsum Udine
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Udine, l’incubo di un decreto ingiuntivo da 30mila euro: salvata una mamma grazie all'intervento di Adiconsum.

L’incredibile odissea di un'infermiera friulana, vittima di un errore colossale: accusata di consumi elettrici a Salerno, rischiava il pignoramento dello stipendio. L’intervento di Adiconsum Udine ha evitato seri problemi economici.
Una notifica inaspettata, una cifra astronomica e il rischio concreto di vedere il proprio stipendio decurtato per un debito mai contratto. È quanto accaduto a una infermiera di Udine, mamma separata, protagonista di una vicenda che sembra uscita da un incubo burocratico, risolto solo grazie alla tenacia e all'intervento dell’associazione Consumatori promossa dalla CISL.
Il fatto: un debito "fantasma" a centinaia di chilometri
Tutto ha avuto inizio con la ricezione di un decreto ingiuntivo da oltre 30.000 euro, emesso da SEN (Servizio Elettrico Nazionale) per presunti consumi di energia elettrica riferiti a un’utenza situata a Salerno. Un errore grossolano: la donna, residente e lavoratrice a Udine, non si è mai recata nella città campana, né ha mai stipulato contratti in quella regione.
Nonostante l’evidente estraneità ai fatti, la situazione si è complicata pericolosamente. A causa di una consulenza legale iniziale rivelatasi inefficace, la lavoratrice ha mancato i termini per presentare opposizione formale al decreto ingiuntivo, rendendo il titolo esecutivo. Quando il legale di SEN ha avviato le procedure per il pignoramento presso terzi, notificando il precetto alla ASL friulana, per l’infermiera è scattato lo stato di emergenza.
La svolta: l'intervento di Adiconsum
Quando il caso è approdato ai nostri sportelli, la situazione era ormai arrivata al punto di rottura: il pignoramento dello stipendio era imminente, con il conseguente rischio di collasso economico per una famiglia monoreddito.
La nostra associazione ha deciso di passare al contrattacco, bypassando le vie ordinarie ormai precluse e aprendo una trattativa diretta e serrata con lo studio legale incaricato da SEN. Attraverso un’intensa opera di mediazione e la dimostrazione documentale dell'insussistenza del debito e dell'estraneità della donna rispetto al contratto incriminato, siamo riusciti ad ottenere ciò che sembrava impossibile.
Il lieto fine: restituita la serenità
La caparbietà dell'azione a favore della consumatrice ha portato all'annullamento definitivo del contratto alla base della pretesa creditoria e, di conseguenza, al blocco immediato del precetto e del pignoramento presso l’azienda sanitaria.
Per l'infermiera udinese, questo risultato rappresenta molto più di una vittoria legale: significa la fine di un periodo di forte stress e la possibilità di tornare a guardare al futuro con maggio tranquillità. Una vicenda che sottolinea, ancora una volta, l’importanza cruciale della tutela non solo nel luogo di lavoro, ma anche nel proteggere i diritti fondamentali dei cittadini consumatori nella loro vita quotidiana.



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